Come smaltire mascherine e guanti durante la quarantena?

smaltire mascherine e guanti

Uno dei problemi collaterali all’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia da Covid-19 è quello dello smaltimento dei rifiuti sanitari, in netto aumento rispetto alla produzione media di altri periodi.

In questo articolo proveremo a fornire dei consigli sullo smaltimento dei rifiuti domestici e quelli prodotti da ambulatori e studi medici.

I dati

Secondo diversi articoli pubblicati a cavallo di marzo e aprile, la fase di picco del contagio delle regioni settentrionali, è stato registrato un aumento del 20% di questo speciale tipo di rifiuti. Ovviamente questa è una problematica che riguarda soprattutto gli ospedali che hanno reparti dedicati alla cura del virus in questione. Nondimeno l’utilizzo maggiore di guanti e mascherine riguarda anche gli altri reparti medici, gli studi dei medici di base e le persone che sono costrette all’isolamento forzato (avendo contratto il Covid19).

Su scala nazionale la situazione appare sotto controllo, con i vertici delle società addette allo smaltimento di questi rifiuti che hanno evidenziato la condizione di stress, ma rassicurato sulla capacità di affrontare il problema.

Consiglio per gli studi medici

Le grandi strutture ospedaliere hanno sicuramente implementato i propri protocolli di smaltimento dei rifiuti sanitari adeguandoli alla situazione emergenziale. Un incremento di questi rifiuti però si sta verificando anche su scala ridotta, lasciando potenzialmente spiazzati studi medici e ambulatori meno organizzati per l’evenienza.

Con ciò non solleviamo una critica nei confronti di queste strutture, semplicemente sottolineiamo il fatto che il numero di guanti e mascherine utilizzati (e di conseguenza gettati) sia aumentato in modo esponenziale. Se prima questi strumenti potevano essere gettati nel pattume comune, ora questa non sembra più la soluzione più efficace e sicura.

Sul mercato esiste un tipo di contenitore che ci sembra particolarmente idoneo a subentrare al classico cestino in questo frangente. Si tratta di contenitori in cartone monouso con uno spessore mediamente di 3 mm e una capienza da circa 7 chili. Per avere un’immagine chiara della pattumiera che descriviamo ecco le schede prodotto di alcuni contenitori per rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo.

La scatola è dotata di un rivestimento interno in polietilene giallo con un laccio di nylon auto-serrante per la chiusura irreversibile. Una volta riempita si chiude e deve solo essere gettata. Anche quest’ultima fase risulta particolarmente sicura grazie ai manici ottenuti in fase di fustellatura, posizionati nella parte superiore e ai lati del contenitore. Infine, per segnalare la “delicatezza” dei rifiuti contenenti, una scritta ben visibile segnala la presenza di rifiuti sanitari pericolosi.

Le linee guida per i rifiuti domestici

Il Ministero della Salute ha pubblicato un’infografica che spiega come comportarsi con i rifiuti domestici, sia a coloro che sono in quarantena sia a chi si trova in isolamento forzato.

Per le persone che sono affette da coronavirus il diktat è: non riciclare. Tutti i rifiuti prodotti vanno nello stesso sacco dell’indifferenziata, dai residui organici alle mascherine monouso. Si chiede di utilizzare più sacchi uno dentro l’altro per rinforzarne la resistenza. È consigliato di utilizzare una pattumiera a pedale e di tenere gli animali domestici lontano da essa. Una volta riempito il sacco questo va chiuso e gettato nell’indifferenziata, il tutto seguito sempre da un accurato lavaggio delle mani.

Per coloro, la stragrande maggioranza, che si trovano in quarantena continua a valere l’invito a differenziare. Ricordiamo che mascherine e guanti monouso andranno sempre gettati nell’indifferenziata.

Il quadro normativo

Infine ricordiamo che la legge che norma la gestione dei rifiuti sanitari è il D.P.R. 254 del 2003. Questo regolamento ha in oggetto i rifiuti sanitari non pericolosi, i rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani, i rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo, i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo,  i  rifiuti  sanitari  che  richiedono particolari modalità di smaltimento, i  rifiuti  speciali,  prodotti  al  di  fuori delle strutture sanitarie,  che come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo, con l’esclusione degli assorbenti igienici.

L’obiettivo del decreto è quello di diminuire la pericolosità di questi rifiuti, favorirne il reimpiego, il riciclo, l’ottimizzazione della raccolta, del trasporto e dello smaltimento.

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