Imprese e noleggio, il limite principale è il costo

imprese e noleggio

In un recente articolo del Sole 24 Ore, che fa il punto sulla situazione delle flotte aziendali in Italia, si sostiene che il noleggio, e in particolare quello di furgoni, nel nostro Paese stenti a “decollare”. Ma è davvero così? E cosa frena lo sviluppo di questo particolare segmento di servizi alle imprese?

Il panorama del noleggio in Italia

A guardare la composizione dell’offerta, si scopre innanzitutto una grande frammentazione: a livello nazionale si contano infatti migliaia di aziende, per lo più piccole e poco organizzate, che si occupano di noleggio di macchinari e mezzi professionali, a fronte di poche realtà più grandi e meglio strutturate.

Un caso esemplare è quello di Giffi Noleggi, che non a caso ha conquistato un ruolo di rilievo in Italia nel noleggio generalista, garantendo il massimo della qualità a chi deve noleggiare furgoni o altri veicoli.

Il sondaggio sul noleggio

Ma oltre alle dimensioni d’impresa, l’altro grande problema che si sconta quando si parla di queste materie è quello economico: come rivelato da un recente sondaggio realizzato da Ance Giovane, il noleggio in Italia è una opzione ancora poco utilizzata a causa delle tariffe, ritenute troppo elevate, che spingono la stragrande maggioranza delle imprese a farvi riferimento solo in caso di particolari picchi di lavoro o di macchine che si rivelano non adeguate al lavoro.

Le scelte del noleggio

Per poche aziende e imprenditori, dunque, il noleggio è quello che ambisce a essere, ovvero una scelta orientata al business. In particolare, il sondaggio sottolinea come i responsabili delle strategie commerciali abbiano dichiarato di utilizzare il noleggio sporadicamente o spesso (rispettivamente, 53 e 41 per cento delle risposte), con un 6 per cento di chi ha confessato di non averne mai beneficiato e lo 0 per cento che ha risposto sempre.

Settore poco valorizzato

La domanda inevitabile rivolta da Ance Giovane è stata sul perché non si sceglie il noleggio: la risposta più gettonata è che le “tariffe non sono concorrenziali” (38 per cento), seguita a breve distanza da “il mio parco macchine è adeguato per i lavori che svolgo” (30 per cento).

Medaglia di bronzo per “l’acquisto è sempre la prima opzione” (indicata dal 20 per cento degli intervistati), mentre molto più in basso si trovano motivazioni come “ho avuto esperienze di noleggio non piacevoli”, “non trovo partner di noleggio affidabili” e “ho paura di ottenere macchine non a norma“, la cui bassa incidenza può però essere giudicata come un aspetto da cui ripartire in un ottica di valorizzazione del settore.

Le macchine più noleggiate

Interessanti anche gli esiti delle domande sul “cosa” si noleggia: nella maggioranza dei casi, la scelta ricade su elementi come MMT (macchine movimento terra), PLE (Piattaforme di Lavoro mobili Elevabili), Gru e Ponteggi, ovvero le tipologie di macchine che sono più care e ingombranti e che rischiano quindi di gravare in maniera negativa sui bilanci aziendali in termini sia di costo per l’acquisto che di manutenzione.

Meno scelti, invece, altri prodotti come Gruppi Elettrogeni ed elettroutensili, mentre i mezzi per il trasporto di cose e persone (come i furgoni) si posizionano a metà strada, con una lieve maggioranza di imprese che preferisce l’acquisto e l’utilizzo “singolo”.

La percezione del noleggio in Italia

Questi dati aiutano a riflettere sulle modalità in cui viene percepito il noleggio nel nostro Paese da parte di chi dovrebbe essere il principale beneficiario; secondo gli analisti di Assonolo, l’associazione di categoria di questo comparto, una possibile spiegazione alla mancanza di una “visione” di insieme delle imprese deriva anche dalla incapacità di percepire quanto lavoro “sta dietro la gestione del parco mezzi“, visto che il 40 per cento degli intervistati ammette di prestare poca attenzione a questo aspetto.

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