Slot machine, non tutti sono contrari: licenziamenti e migrazione in altri comuni le motivazioni principali

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Il contrasto alle ludopatie è un’attività che, solitamente, garantisce una certa popolarità tra i cittadini, preoccupati per frequenti e sempre più gravi fenomeni di dipendenza dalle slot machine. Non è così a Pomezia, o almeno, è così solo in parte in quanto negli ultimi giorni sta crescendo anche il fronte dei cittadini spaventati dalla stretta nel settore preannunciata dal sindaco Fabio Fucci.

In ballo, del resto, secondo molti pometini contrari al provvedimento del primo cittadino, ci sono i posti di lavoro di chi,  pur avendo ottenuto regolari licenze dallo Stato e dalla Questura, si ritroverà senza un impiego. Questa vera e propria fazione pro slot sostiene, in sostanza, che ci siano fenomeni di ludopatia più gravi connessi, per esempio, ai Gratta e Vinci, al bingo, al trading online, che però non vengono contrastati allo stesso modo. “Le slot – sostiene in particolare uno dei denuncianti – dovrebbero essere tolte dai bar, dove possono entrare anche minorenni. Eliminarle completamente produrrà invece un evitabile fenomeno di migrazione verso i comuni limitrofi che si arricchiranno a spese dei pometini molti dei quali, invece, rimarranno semplicemente senza lavoro. Si tratta  – conclude il cittadino in questione – di una decisione dettata solo da un’ ipocrita e falsa morale che avrà un effetto boomerang sull’economia”. Secondo lo stesso, una delle rarissime voci nel coro pro slot, questo provvedimento, considerando anche figli e famiglie delle persone che saranno licenziate se le macchinette dovessero essere ufficialmente vietate, ricadrebbe su un gruppo di oltre 400 persone.

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