Approvato il piano per rimuovere la barriere ma in bilancio non c’è un solo euro

barriere architettoniche

Giovedì 28 marzo la Giunta del Comune di Pomezia ha deliberato l’approvazione del PEG (Piano Esecutivo di Gestione 2019-2021). E questo rientra nell’ordinaria, seppur tardiva, amministrazione.

La notizia però, è che nonostante i post trionfalistici sulla pagina Facebook del Comune e su quella del M5S di Pomezia del 7 marzo scorso, in cui veniva annunciata la realizzazione del PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche), nel PEG di tutto questo non vi è traccia; tradotto è stata pubblicizzata la realizzazione di un progetto per il quale non è stato previsto l’impegno di un solo euro da parte della Giunta.

Soffermiamoci sugli aspetti tecnici lasciando a chi legge la valutazione etica di questo modo di fare politica non nuovo, visto che il 28 maggio scorso durante la campagna elettorale, il Sindaco Zuccalà aveva firmato un impegno per la realizzazione del PEBA totalmente disatteso dopo l’elezione.

Il lettore che volesse leggere o analizzare il bilancio comunale (dove tra l’altro il PEBA non era nemmeno menzionato) oppure il recente PEG, incontrerà più volte la voce “Barriere Architettoniche” che punto primo è cosa diversa dal PEBA (speriamo che questo sia chiaro agli amministratori) ma soprattutto rientra in una voce più generale in cui vengono inclusi anche marciapiedi e parcheggi.

Non è detto, e nemmeno scritto, quindi, che i soldi indicati in quelle voci vengano destinati all’abbattimento delle barriere ma potrebbero essere impiegati per la realizzazione di altre infrastrutture, se non stornati in maniera estemporanea come successo nell’ultimo Consiglio Comunale della scorsa consiliatura quando erano stati sottratti 120 mila euro dalle barriere architettoniche per essere impiegati per la realizzazione del canile. Va da se, inoltre, che tutte le nuove realizzazioni devono , per legge, essere costruite senza la presenza di barriere architettoniche da cui la comparsa ricorrente di questa voce nei preventivi di spesa.

Alla pagina 9 del PEG, però, veniamo a sapere che l’Amministrazione ha chiesto la concessione di un mutuo anche stavolta non per il PEBA (cioè un piano complesso e funzionale per eliminare tutte le barriere architettoniche) ma per l’eliminazione di SINGOLE barriere architettoniche. Il dubbio che il Sindaco e gli assessori non abbiano ben chiara la sostanziale differenza pare quasi fugato. Ma ammesso e non concesso che la differenza sia compresa scopriamo che non solo il PEBA ma perfino la semplice rimozione di barriere architettoniche è vincolata alla concessione improbabile del mutuo richiesto.

La cosa diventa ancora più kafkiana se si scorre il Documento Unico di Programmazione. Giunti alla pagina 12 si legge “Nel trienno è previsto un considerevole lavoro per la redazione del primo PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche”. Ma vista la sorte dell’impegno firmato del sindaco lo scorso maggio e le evidenze fin qui riportate, non abbiamo ragioni per credere che a queste parole seguiranno i fatti.

Si potrebbe supporre a questo punto, visto che dalla Torre da maggio ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta, che la Giunta intenda assegnare l’incarico di redigere il PEBA all’ufficio tecnico del Comune ed è per questo che non è previsto in bilancio. E allora perché inserirlo nel post dedicato al bilancio?

Ma anche questo, crediamo, sia da escludere visto che la relegatissima pagina dedicata ai PEBA (il Sindaco aveva firmato che l’avrebbe inserita in home page, ma così non è stato) è ferma alla fine di settembre.

Sarebbe compito di tutto il movimento 5 stelle di Pomezia, nel quale sono presenti persone di grande qualità e sensibilità, riportare il Sindaco e la Giunta sulla strada del rispetto dell’impegno preso, della responsabilità e della serietà istituzionale e della competenza e denunciare a gran voce questa situazione di confusione nella comunicazione (?) che ha come vittime primarie le persone in difficoltà.

Ma non solo.

Anche i candidati sindaco che hanno firmato l’impegno in campagna elettorale e che ora siedono in Consiglio Comunale dovrebbero dedicare a questa lotta per un diritto previsto da una legge del 1986, un impegno pressante e continuo e non solo rarefatte e contumaci azioni morte già in partenza.

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