Più accoglienza e il ritiro del decreto immigrazione: la manifestazione di “Rete Antirazzista Pomezia”

rete antirazzista pomezia

Il 10 Novembre si è tenuta a Roma una manifestazione nazionale pacifica, solidale, accogliente e plurale contro questo governo, le politiche razziste di cui si fa portavoce e contro il decreto Salvini.

La Rete Antirazzista Pomezia era presente con un suo striscione.

La drammatica escalation razzista – fa sapere il movimento in una nota – supportata da un linguaggio di odio e da provvedimenti discriminanti da parte del governo, ci spinge a reagire e mobilitarci per difendere la libertà di tutte le persone, italiane o di altra nazionalità o apolidi.

Condividiamo pienamente i punti programmatici della piattaforma nazionale e chiediamo:

  • Il ritiro immediato del decreto immigrazione/sicurezza varato dal governo. Rifiutiamo in toto l’accostamento del fenomeno migratorio ai provvedimenti riguardanti materia di sicurezza. Un decreto atto a gestire il fenomeno migratorio non ha nulla a che vedere con i problemi di sicurezza del nostro paese. L’intento non troppo celato è invece quello di scaricare sulle persone migranti fenomeni che hanno ben altre e più profonde radici. Questo decreto inoltre, complicando di molto le procedure di regolarizzazione delle persone migranti, di fatto li spinge nelle mani della criminalità organizzata, rafforzando i proventi delle mafie.

  • Procedure più snelle per l’accoglienza e la regolarizzazione, la fine di respingimenti indiscriminati, espulsioni, e sgomberi che non tengono conto delle reali condizioni delle persone.

  • Lo stralcio del DDL Pillon, sostenitore di istanze obsolete per quanto riguarda la concezione della famiglia e della donna, che non rispetta la Convenzione di Istanbul, come già denunciato dall’ONU, e che scoraggerà separazioni e divorzi, specialmente nei casi di violenza intrafamiliare. Infatti, questo ddl prevede tra l’altro che chi subisce violenza non potrà allontanarsi dalla casa familiare con le proprie figlie e i propri figli e che il genitore maltrattante potrà vantare diritti sui figli, a scapito della protezione dei minori.

Vogliamo poi esprimere solidarietà a Mimmo Lucano convinti che il modello Riace sia la strada da seguire per le politiche di integrazione.

Condanniamo infine la criminalizzazione delle ONG ed esprimiamo tutta la nostra preoccupazione nei confronti del razzismo dilagante, la minaccia fascista, il sessismo, la violenza sulle donne e l’omolesbobitransfobia. Ci batteremo contro ogni tipo di discriminazione.

Non esiteremo a sostenere gesti di disobbedienza civile qualora esprimano il rifiuto di leggi ingiuste e omicide, nel rispetto della Costituzione Antifascista e per la costruzione di un’Europa aperta, giusta e solidale.

Noi continueremo con il nostro presidio territoriale e la raccolta firme per la petizione antirazzista.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*