Vagoni pieni come carri bestiame, ecco cosa sta accadendo sulla linea Roma Napoli: la denuncia del comitato

ritardo treno per sovraffolamento

Tutti i giorni si verificano disagi sulla linea Napoli – Roma, quello più costante è il sovraffollamento, che l’azienda Trenitalia fa finta di ignorare, soprattutto nelle statistiche che di tanto in tanto ci propina.

Quello che si è verificato stamattina per i passeggeri diretti a Roma ha superato i limiti dell’immaginazione di noi poveri viaggiatori.

Il treno regionale veloce 2380 parte da Napoli con ben 3 vagoni chiusi su 11: più di un quarto quindi dei posti disponibili non sono utilizzabili. Succede, e nemmeno tanto raramente: o perchè sono guasti oppure perchè il personale viaggiante è ridotto ad una sola unità. E si trova dinanzi al dilemma amletico: partire con un numero ridotto di vetture disponibili oppure lasciare fermo il treno in stazione?

Ovvio che i disagi per i passeggeri, notevoli anche quando sono disponibili tutte e 11 le vetture, soprattutto il lundì mattina, saranno decuplicati: mancano almeno 250 posti a sedere più gli spazi in piedi, quindi ad ogni fermata in stazione i tempi per la salita e la discesa dei passeggeri saranno inesorabilmente più lunghi.

Tuttavia la cosa sconcertante è l’atteggiamento adottato in merito dell’azienda Trenitalia: ha inviato a tutti gli utenti dell’App Trenitalia un messaggio (infopush) in cui indica il ritardo del treno 2380 di 25’ minuti per affluenza viaggiatori, senza però indicare la causa della cosiddetta affluenza: carenza di posti sul treno dovuta alla chiusura di ben 3 vagoni su 11.

E questa situazione ha avuto riverberi anche sugli altri treni della linea, treno regionale 2404, sempre con la stessa motivazione.

Mentre in altri paesi industrializzati, europei e non, dinanzi a situazioni di criticità come il sofraffollamento sui treni si interviene per risolvere il problema, e scusarsi con gli utenti per il disagio occorso, in Italia invece l’azienda Trenitalia, che macina utili solo con i contratti di servizio del trasporto regionale, fa tutt’altro.

Tanto le regioni i contratti di servizio li stipulano lo stesso, in pompa magna e in spregio delle normative europee che impongono gare pubbliche, e sempre a danno dei viaggiatori che si vedono costretti a subire questi disagi e troppo spesso ormai, mossi dall’esasperazione, sono costretti a intraprendere azioni accese mirate a richiedere fermate straordinarie perchè ormai si è persa la fatidica coincidenza, fermate che non sempre vengono concesse.

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