Slot machine, speculazione edilizia, ambulanti: tutte le piste degli inquirenti dopo l’attentato incendiario

attentato incendiario comune pomezia

Non escludono nessuna ipotesi i carabinieri coordinati dal capitano Luca Caravegna che da ieri indagano sull’attentato incendiario al Comune di Pomezia. Che si sia trattato di un atto intimidatorio (all’interno dei locali di via Domenico Guerrazzi è stata una tanica di benzina) non ci sono dubbi ma resta da capire il vero messaggio lanciato dai malviventi. Per questo motivo la procura di Velletri ha aperto un’inchiesta e la Digos ha effettuato ieri un attento sopralluogo a caccia di indizi utili ai fini delle indagini. Il sindaco Fucci appare certo: l’attentato era diretto all’attività integerrima dell’amministrazione ma ancora non è chiaro cosa o a chi non sia stato concesso qualcosa di così rilevante da suscitare una simile reazione. Dalla stretta sulle slot machine, da sempre tra gli interessi della criminalità organizzata, allo stop alla speculazione edilizia, dalla lotta contro il racket al mercato settimanale, all’eliminazione di quei piccoli grandi favori da parte della politica che da sempre hanno contraddistinto il Comune di Pomezia: sono queste soltanto alcune delle ipotesi su cui dovranno lavorare gli inquirenti nelle prossime settimane.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*