Risarcimenti agli operatori dopo il divieto di balneazione: querelle in Consiglio

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Dopo che il Consiglio comunale  ha bocciato la mozione presentata dalla lista di minoranza “Essere Pomezia” che chiedeva interventi urgenti a favore degli operatori del settore dopo il grave danno causato dal divieto di balneazione, è querelle in Consiglio.

A seguire le due note, quella del gruppo “Essere Pomezia” e del M5S.

La nota di “Essere Pomezia”: “Bocciata la nostra mozione, ignorato il grido d’allarme dei balneari”

È cominciato questa mattina alle 9:30 il consiglio comunale di Pomezia, convocato in adunanza straordinaria. Tra i punti all’ordine del giorno anche la mozione presentata dal gruppo consiliare di “Essere Pomezia” sugli interventi urgenti a tutela dell’economia del Mare e del litorale di Torvaianica, per discutere dei danni subiti dai balneari nelle scorse settimane.
La mozione, dopo la presentazione del capogruppo Fabio Fucci, è stata bocciata dal Movimento 5 Stelle, con motivazioni a nostro avviso imbarazzanti: i grillini dicono di voler lavorare su una programmazione non meglio precisata, piuttosto che intervenire tempestivamente sulle perdite accusate e subite dai balneari pometini. Questa programmazione sbandierata a noi appare come semplice confusione, incompetenza e incapacità di prendere in mano una situazione critica, che col tempo può soltanto peggiorare.

Il video dell’intervento del consigliere di minoranza Fabio Fucci

Le gravi accuse: “Maggioranza immatura”

A nostro avviso non è questo il modo di approcciarsi ai problemi della città, che sono reali anche se segnalati da una forza di opposizione come Essere Pomezia. Troviamo davanti a noi in consiglio una maggioranza immatura, che per partito preso vuole bloccare una nostra proposta forse perché tanta è la paura di doverci riconoscere un merito, quello di essere vigili e attenti alle criticità che si presentano sul nostro territorio.
Emblematica la dichiarazione del sindaco Zuccalà in riferimento alla nostra segnalazione: il primo cittadino sostiene che il danno causato dall’ordinanza da lui emessa è paragonabile ad un temporale estivo e quindi non c’è bisogno di intervenire per il ristoro delle perdite lamentate dagli addetti ai lavori che vivono dell’economia del mare.
Sconcertante anche la dichiarazione di Gianni Ruo, capogruppo della maggioranza pentastellata in consiglio comunale, che ha affermato che le spiagge, in quei giorni, erano comunque piene, sconfessando in questo modo il grido d’allarme lanciato dagli operatori del settore balneare.
“Noi siamo stati propositivi – dichiara il capogruppo di Essere Pomezia Fabio Fucci – abbiamo portato in consiglio una proposta strutturata, funzionale e mirata, che poteva dare risposte concrete ad un problema reale, ma i 5 Stelle l’hanno totalmente ignorata”.

La replica del M5S e del sindaco Zuccalà

Nonostante le precisazioni già esposte in Consiglio Comunale, ci vediamo costretti a rispondere alle affermazioni del gruppo consiliare “Essere Pomezia” giunte a mezzo stampa.

Lo abbiamo detto in campagna elettorale e continueremo a ripeterlo: il nostro unico obiettivo è il benessere dei cittadini e della comunità tutta. L’arma della ripicca non ci appartiene e, soprattutto, non ci interessa.
Siamo al governo della città per andare incontro ai cittadini e non contro qualcuno, per noi questo è scontato. Il consigliere di minoranza Fucci ci ritiene confusi ed incompetenti a tal punto da essere imbarazzanti quando ad essere imbarazzanti sono certe affermazioni da parte di chi, avendo governato per 5 anni, dovrebbe sapere come funziona la macchina amministrativa, quali sono le regole e le tempistiche, ma evidentemente il risultato elettorale lo ha lasciato ancora un po’ confuso e stordito.

Entrando nel merito, l’ordinanza di divieto di balneazione, atto dovuto a seguito della segnalazione della Capitaneria di porto, ha interessato un arco temporale di meno di 3 giorni in una stagione balneare di circa 5 mesi. Parlare di “grido d’allarme” da parte degli operatori del settore è una strumentalizzazione che non possiamo accettare, soprattutto da chi ha tenuto i balneari sul filo del rasoio ad ogni inizio stagione negli ultimi anni.
Qualsiasi azione rispetto ad eventuali “sconti” tributari sarebbe quantomeno arbitraria senza una reale quantificazione, oppure andrebbe calcolata su 3 giorni andando a definirsi in cifre irrisorie. Le attività non hanno bisogno di elemosina ma di interventi strutturali a lungo termine ed è in questa direzione che stiamo lavorando, portando avanti quanto descritto nel nostro programma per Pomezia e, nello specifico, per Torvaianica.

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